Verba manent

Internet ha portato con se grandi cambiamenti nella gestione delle relazioni. Basti pensare a quanto complicato era per un qualsiasi Tizio rinascimentale tenere una conversazione ed uno scambio proficuo d’idee con un compagno Caio d’oltralpe. S’impugnava carta e penna e si pensava: il pensiero e la riflessione erano la base di una lettera. Niente possibilità di cancellazioni o ripensamenti, una volta che l’inchiostro era definito sulla carta il dado era tratto senza modifiche o edit dell’ultimo secondo.

Scrivere era una cosa seria, portava via tempo e quel tempo dava alla relazione la giusta importanza nello spettro di conoscenze quotidiane. Dedicare un’ora del proprio tempo ad una persona nella speranza che le proprie parole possano diventare fonte di stimolo o di gioia era l’unica speranza che Tizio aveva per coltivare le sue amicizie.

Nell’epoca dei social network tutto questo rituale però è mutato dando alle conversazioni epistolari uno spessore molto diverso. La velocità e l’immediatezza delle parole ne hanno svalutato il prezzo aumentandone di molto il numero necessario per mantenere viva e proficua anche una conversazione triste a Recanati.

Il panettiere Caio
Caio mentre decanta la qualità delle sue mantovanine. 

Se andate dal panettiere a comprare una pagnotta e questa costa 1000 parole significa solo due cose: o le vostre parole non sono gradite o le vostre parole, seppur gradite, contano poco (oppure siete muti ed il panettiere si diverte a vedervi mugugnare).

 

L’inflazione delle parole è aumentata rendendo sempre più arduo per Tizio mantenere viva la relazione con il suo amico Caio a Saint Moritz; cosa rimanere da fare dunque per ottenere le stesso risultato rinascimentale? Aumentare il numero di parole. Dunque si scrive, si commenta, si pubblica, si aggiungono reactions e si mostra interesse per ogni cosa che ci passi sotto tiro nella speranza d’arrivare a conquistare la tanto bramata pagnotta. Dimostrarsi amici diventa non più una questione di peso, ma una questione di tempo. Più tempo Tizio riesce ad investire nella propria tastiera e maggiore sarà la possibilità di accaparrarsi un Caio virtuale. Un mutuale walzer di parole che rende le nostre bacheche più ricche e le nostre foto più apprezzate. Più parole investi e più parole ricevi.

L’ora passata a scrivere una lettera diventa quindi ben magro investimento nel mondo moderno, dove la coltivazione dell’amicizia da zucchero (quella d’oltralpe costava troppo e tutti sanno che quelle di Recanati valgono solo un paio di canzoni tristi su YouTube) ha bisogno di più tempo per essere definita tale. Le amicizie vengono quindi pagate dall’immediatezza della risposta, della perpetua interazione senza scampo e dagli infiniti botta e risposta sotto egocentrici status di battaglia, dove la parola perde il suo peso e tutto si misura in simpatiche quantità di caratteri.

L’economica verità data da domanda e offerta ha spostato quindi la sua curva verso gli amanti del carboidrato, lasciando al panettiere Caio l’illusione che il suo pane pagato mille parole a pagnotta sia il più buono del paese.

Il presente al tempo di

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