L’anello mancante

Conosciamo diversi tipi di persone durante la nostra vita e per quanto odiamo le etichette e l’essere etichettati, esse ci permettono una semplificazione del vasto mondo che ci circonda. Entrare a fondo di ogni singola personalità sarebbe uno sforzo troppo lungo in termini di tempo quindi per semplicità etichettiamo dopo pochi istanti tutte le nostre conoscenze più o meno importanti. Sbagliato o giusto che sia sarà poi il commesso del supermercato a deciderlo bippando l’etichetta in cassa a spesa compiuta.

Dopo questa seria, profonda e dozzinale introduzione sull’etichettare le persone a marchio Coop voglio introdurvi in un piccolo spezzone del mondo dei social media, una piccola fetta nel nostro utilizzo con la quale semplifichiamo l’innumerevole mole di dati ai quali i nostri occhi vengono sottoposti: le tipologie di utenti.

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Tizio che non sa se prendere le Gocciole o la sottomarca.

Come non-ampiamente spiegato negli articoli precedenti, le persone possono risultare molto diverse dalla loro versione digitale portando spesso ad un diverso approccio alla vita ed ai legami verso le persone che li circondano, compresi i commessi della Coop. Anche nei social, come nella vita non digitale, per velocità di comprensione tendiamo a bollinare i nostri amici in base al tipo di utilizzo che fanno degli strumenti a loro disposizione, arrogandoci il sacrosanto diritto di giudicare un utente in base alle sue azioni. E quali azioni possiamo compiere all’interno della rete? Noi siamo ciò che condividiamo. [frase ad effetto e booom, inizia la sigla]

Tutti hanno quel amico che durante le serate al pub se ne sta quasi sempre in silenzio, ascolta di buon cuore, dice la sua opinione su questioni rilevanti, ma preferisce intrattenersi rispetto all’intrattenere quindi insomma, c’è ma non si vede. Quanti di voi si sono mai fatti la domanda: ma Tizio, lo usa Facebook?

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Caio suggerisce a Tizio che secondo lui Sempronio mica lo usa davvero Facebook.

Se si, perché non lo si vede mai condividere qualcosa? Possibile che non abbia nulla di interessante da dire? Un giudizio su una foto, un apprezzamento sul gattino di qualcuno, le proprie intenzioni di voto, una interessantissima video diretta? Se la vostra risposta è -non utilizza Facebook, per questo non lo si vede- vi sbagliate. Su dieci persone inattive sui social, più di sei fra queste lo aprono in realtà almeno tre volte al giorno nei cosiddetti momenti topici: la mattina in bagno, durante il pranzo e dopo cena. Dove sono quindi queste persone, cosa fanno e perché non lasciano un segno indelebile nell’abisso dei loro profili? Quelle persone sono presenti, osservano, scrutano i vostri movimenti e si interessano alle vostre vite. Ora però non pensate tutti di essere speciali, ci siamo già passati su questo argomento nell’articolo Ego-Eco. Nel gergo tecnico esse vengono considerate lurker e sono gli utilizzatori passivi dei social, sono coloro che non contribuiscono apparentemente al nutrimento dell’algoritmo dei loro profili cercando di eludere la realtà e ponendosi in una apparente posizione di inviolabilità portata dal fatto che: se non agiscono non possono essere giudicati.

Ancora una volta al tavolo del bar siete quattro amici a parlare, discutere e scambiare pareri sulla musica neo-melodica francese (cit. Percepire il cerchio), tutti tranne uno. Quella persona che vi guarda e sorride, quella persona che vi segue con lo sguardo ed annuisce alle vostre opinioni, risponde al rito del brindisi, si alza e saluta amici dall’altra parte del locale.

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Tizio mentre fa finta di cantare al coro della Chiara Stella.

Tutti lo invitate, non potete fare a meno di averlo al tavolo perché il solo sapere che c’è rende la serata più corposa, la persona che rende il vostro trio un quartetto, la quarta voce che quando a squarcia gola cantate Bohemian Rhapsody non sapete se sta facendo il coretto insieme a voi, il vostro amico del quale vi sembra di sapere tutto ed invece non sapete molto. Sapete solo che lui c’è, che vi conosce, che vi ha sentito parlare per intere serate, che vi conosce dal più profondo, quella persona che vi conosce in ogni vostra sbronza ed in ogni vostro pianto. La persona invisibile che sa tutto di voi e voi sapete solo in quale scaffale della Coop trovarlo.

Il presente al tempo di

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