Ego-Eco

Nel predente articolo abbiamo parlato delle passioni che ci spingono a navigare e vivere nei social, come una piccola isola immaginaria dove tutti suonano la nostra stessa musica, la neo-melodica francese. Che bello. In questo articolo voglio parlare delle persone nel loro intimo, cercando di sviscerare per quanto mi è possibile la loro natura, i loro desideri più nascosti, i loro amori ed i tentativi di emergere da una società che nel mondo reale spesso li attanaglia.

the-escape-of-david-through-the-window-1866large
Tizio mentre cerca di nascondere le sue tristezze e tenere preservate le gioie.

Abbiamo tutti paura di essere noi stessi, non c’è nulla di nuovo e nulla di brutto nel nasconderlo. Perché ci teniamo nascosti? Perché il mondo vero ha delle regole e crescendo abbiamo dovuto per necessità adattarci ad esse in una particolare sfumatura, sfumatura che poi nel corso del tempo è stata via via sempre più difficile da cambiare e ci ha portato a quello che siamo. Le persone ci hanno visto crescere e diventare quello che siamo, non possiamo distruggere in modo così semplice quel pregiudizio che noi stessi abbiamo creato nel corso degli anni passati. Non dilunghiamoci troppo però nel mondo reale, che ormai conosciamo ed addentriamoci più in quello digitale che ci piace molto, il mondo in cui possiamo essere persone diverse senza stupire (o quasi) chi ci circonda.

Tutti facciamo foto, magari non tantissime, ma ogni tanto scattiamo e se siamo un pochino social le condividiamo pure su Instagram, sennò ci basta la bacheca di Facebook che tanto poi è lì che la gente vuole arrivare. La domanda non è tanto cosa scattiamo, ma cosa pubblichiamo? Poniamoci questa piccola domanda e non soffermiamoci solo sulla risposta – È bella – perché sarebbe veramente riduttivo, sopratutto verso voi stessi. Perché scegliamo di condividere quel particolare momento? La risposta è che vogliamo far sapere al mondo che lo stiamo vivendo, o che nel passato abbiamo avuto l’occasione di viverlo. Pensateci, pubblichiamo mai foto che ritraggono la nostra tristezza in modo diretto? Fotografiamo mai un momento infelice della nostra vita? No, per una semplice questione: non vogliamo ricordarlo e non vogliamo che nessun altro ricordi quel momento. Quelli non siamo noi è ciò che ci ripetiamo. Bene. Ora allarghiamo il cerchio e pensiamo che la nostra vita, il nostro essere, il nostro pensiero o le nostre idee siano semplicemente delle foto. Foto che ritraggono e rendono reale per sempre una parte di noi. Questa è una delle cose belle della fotografia, ossia il riuscire a rendere eterno e tangibile un istante che nel mondo quasi non esisterebbe da quanto piccolo. Rendono importante un singolo istante, anche se nell’economia globale della vita dobbiamo ammetterlo ci sono più istanti non-felici, che istanti felici da fotografare; ed infondo è giusto così, la vita dico, ciò che sono ingiuste sono le foto. Ed eccoci arrivati al dunque.

the-inferno-canto-32-2large
L’importanza di cogliere il giusto momento. Ne troppo tardi e ne troppo presto che sennò poi si affoga.

Le foto sanciscono l’originalità, il peso e l’importanza del momento che colgono e come le foto gli stessi post che condividiamo trascrivono i nostri pensieri sui social. In maniera indelebile sanciscono che ciò che stiamo vivendo o stiamo dicendo sia effettivamente più importante di tutto il resto non condiviso. Ma qui vorrei che cercassimo di arrivare tutti ad un passo importante: il resto degli istanti, dove siamo?

Si potrebbe aprire un giusto dibattito su questa questione, ma lo bollerò in maniera frugale dicendo che i numeri contano. Lasciamo da parte le storie cinematografiche in cui una persona grazie al guizzo di un istante diventa l’eroe eterno da mille ed una notte, qui è ben diverso, qui stiamo parlando del potere di imprimere un istante, qualunque esso sia, nella bacheca dell’infinito decidendo noi in maniera del tutto arbitraria per cosa vogliamo essere ricordati. La vita vera qui ha poca importanza e lo dico ben conscio di ciò che questo porta dietro. Se voi riuscite a catturare più istanti possibili da eroe, voi sarete un eroe. Poco importa se il resto dei giorni, dei minuti, delle ore, delle settimane, degli anni voi siete degli eterni falliti dietro ad uno schermo con tanto tempo da perdere e poca voglia di fare; voi in quel momento siete degli eterni eroi e lo sarete tanto a lungo quanto le persone potranno portare con loro quell’istante da voi condiviso.

Ciò che condividiamo importa, importa eccome e funge da linea di demarcazione tra quello che siamo e quello per cui vogliamo essere ricordati, con una grande novità: possiamo decidere di essere ricordati per qualsiasi cosa la nostra mente abbia l’ambizione di condividere.

Il presente al tempo di

Annunci

3 risposte a "Ego-Eco"

  1. grimildemalatesta ha detto:

    Penso che nel momento in cui condividiamo, non sempre siamo davvero felici. Vedo molte foto di persone che non sono felici, ma che vogliono farti vedere che sono più felici di te, che si vogliono convincere di essere migliori degli spettatori del loro profilo, anche con la finzione. Questo secondo me è il movente per gran parte delle persone che anche quando sono con gli amici scattano trenta selfie, dei quali ne scelgono tre, ne ritoccano uno fino alla finzione e lo postano con la scritta “ah, questa fotina da niente, guardate che felici che siamo”. E il bello è che in realtà sono persone infelici e frustrate, per le quali l’approvazione tramite like della loro posizione sociale diventa una dipendenza.

    Piace a 1 persona

    1. Il presente al tempo di... ha detto:

      Non importa quello che sei nella vita vera, l’importante è appunto far imprimere nella memoria delle persone (bacheca) che siete felici. I social danno l’opportunità di far decidere a noi stessi per cosa essere ricordati/visti. Se la vostra vita è infelice, ma non vi va di far la figura dello sfigato, basta come hai detto tu scattarsi una foto tra amici sorridenti al pub e condividerla: la gente penserà che siete felici e pieni di amici. Ciò che importa alle persone è l’istante che condividete, non il resto della vita.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...