Percepire il cerchio

Forse il titolo completo di questo blog dovrebbe essere “Il presente al tempo dei Social”, ma perché aiutare il lettore nello scoprire cosa si cela dietro ad ogni condivisione? Andiamo per gradi.

Dobbiamo senza alcun dubbio mettere per inciso una cosa: i social, e nella stragrande maggioranza Facebook, sono la vostra vita. Si certo è un’affermazione senza dubbio pensante, ma prima o poi qualcuno doveva dirvelo. Non è per forza di cose una frase dai connotati negativi, prendetela più come un inizio per riuscire a capire meglio cosa vi circonda e sopratutto le persone che circondano la vostra vita. Perché i social sono la vostra vita? Beh all’interno di questi grandi universi c’è tutto il mondo (di persone) che vi circonda e per forza di cose crea, almeno in parte, la vostra vita. All’interno ci saranno i vostri colleghi di lavoro (spero davvero per voi di no), i vostri compagni di giochi, i vostri compagni di hobby, i vostri compagni (anche relazionali) e via dicendo. Che lo vogliate o no Voi siete il costrutto di ciò che vi circonda, la vostra coscienza, il vostro pensiero ed il vostro modo di vivere è una conseguenza di ciò che vi circonda; e cosa vi circonda più delle persone stesse? Ecco, appunto.

the-inferno-canto-21-1
Tu mentre ti accorgi di essere circondato da persone grigie.

L’associazione è abbastanza limpida e lineare e viene semplificata dalla grandissima saggezza popolare che ci viene in aiuto con “chi va con lo zoppo impara a zoppicare”. Ecco dunque definito il modo in cui scegliamo che tipo di “storpio” vogliamo diventare. Questa è per me (ribadisco sempre il concetto che queste sono le mie idee, non la verità in terra) una delle basi con la quale iniziare il nostro piccolo percorso attraverso il mondo delle persone, o account. I social come Facebook danno un grande vantaggio ai loro utenti, ossia in pochi click offrono la possibilità di delineare o far rispecchiare alcune tue potenziali azioni nella vita vera; ma facciamo un piccolo esempio chiarificatore che forse ci aiuterà meglio a capire di cosa sto parlando.

ESEMPIO: siamo in un pub, classico tavolo di legno con intorno 4-5 amici. Tizio che siede al tavolo insieme a voi è un grande appassionato di musica neo-melodica francese. Tizio cercherà più che volentieri di parlare della sua grande passione, abbozzando collegamenti con le canzoni che via via passano alla radio del pub durante quella serata. Tizio è in maniera sincera un amante di quel genere ed ama parlarne e condividere le sue opinioni, opinioni che spesso sono ben volentieri ascoltate da i suoi compagni di tavolo, dopotutto se agli altri compagni il neo-melodico francese facesse cagare di certo non uscirebbero con Tizio così volentieri, parliamo di 4-5 amici affiatati, suvvia! Tizio ama il neo-melodico francese, ma lavorando durante la settimana non può parlarne spesso con i suoi amici e condividere le ultime news su quel cantautore della bassa Provenza, quindi come fare? Credo che qui abbiate già capito.

Sappiamo benissimo che una delle grande qualità dell’Internet è accorciare le distanze tra le persone (mi pare lo dicesse anche Telecom in uno dei suoi vecchi spot, ma era un claim poco efficace secondo me), ed i social sono diventati la giusta piattaforma dove replicare un tavolo di legno. Replicare con i dovuti crismi.

4q5qnn
Caio stufo di sentire l’ennesima discussione sulla musica neo-melodica francese.

Ora immaginate un piccolo tavolo di legno, uno con quattro posti, dove però magicamente possono sedersi infinite persone. Immaginate un tavolo intimo, in un angolino un po’ in penombra dove siete Voi ed i vostri infiniti amici. Immaginate inoltre che in questo tavolo siate sempre Voi ad iniziare un discorso e tutti in maniera ordinata si uniscano rispondendo volta per volta ed ascoltandosi l’un l’altro. Utopia. Infinite persone sedute in un piccolo tavolo di legno che aspettano solo che siate Voi a dare il via al Vostro argomento preferito. Non è bellissimo? Avere un gruppo d’amici gigantesco con le vostre stesse passioni con il quale potete parlare in ogni istante della musica neo-melodica francese. Parlare sempre della musica neo-melodica francese. Sempre! Capite? Avete la possibilità di parlarne giorno e notte e vi dirò di più! Al pub, quello virtuale ci sono altri tavoli dove altre persone parlano di neo-melodico francese e voi potete di volta in volta dire la vostra! Ma ricordate che potrete sempre avere un tavolo tutto vostro però, dove siete Voi il fulcro della discussione sul neo-melodico francese.

Quel tavolo non lo abbandonerete più, è il Paradiso.
Un paradiso dove tutti parlano con la erre moscia.

Il presente al tempo di

Annunci

2 risposte a "Percepire il cerchio"

  1. Luca Bevilacqua ha detto:

    Stai descrivendo la filter bubble in maniera perfetta, ma è anche vero che Facebook aumenta tremendamente il controllo sociale: se puoi parlare sempre di neomelodica francese ma sai che la gente apprezza poco o non ti caga quando ne parli, chi te lo fa fare? Per cui, imho, si delineano due tendenze: la prima è che cerchi di avere sempre più amici appassionati di neomelodica francese, la seconda è che, se tra questi non piace il determinato cantante X francese mentre tu ne vuoi tessere le lodi, e sai che gli altri potrebbero giudicarti male per quella opinione, tendi a non parlarne più.
    Come in ogni sistema tribale, hai la bellezza del gruppo (che in realtà sei tu da solo) e l’obbligo di rispettarne le regole,

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...